IL FIGLIO LEGITTIMO

Nella primavera del 2005, stavo scambiando qualche pettegolezzo, riguardante la famiglia Canini, con un mio cugino di secondo grado che avevo continuato a frequentare anche da adulto e che consideravo quasi come un fratello minore (non ho voglia di scrivere il suo nome perché fa parte di quel genere di “amicizie” che sparisce quando ti ritrovi col culo per terra). Fatto sta che, a un certo punto, lui buttò lì una frase: 

– Ma, Fabio, lo hai mai conosciuto?

– Fabio, chi?

– Scusa… scusa… fa’ finta che nun t'ho detto niente, sennò me se ‘nculano...

– Eh no! Nun funziona così. Mo mme devi di’ de chi caxo stai a parla’!

Dopo alcuni tentennamenti decise di sbottonarsi. Si stava riferendo a Fabio Canini, il figlio che mio padre aveva avuto dalla prima moglie: CANINI??? Ma come? Sosteneva da sempre di non averne mai riconosciuto la paternità e invece questo perfetto sconosciuto portava il cognome di mio padre? Mentre io NO?! Ero basito. Basito! A 41 anni, scoprivo, assolutamente per caso, di avere un fratellastro!

Certo, Fabio era nato nel 1962 ed era il figlio legittimo di due persone sposate regolarmente. Non c’era stato alcun bisogno della presenza di mio padre, per l’assunzione di paternità.

Ma Fabio sapeva della mia esistenza? Ne era sicuramente a conoscenza ma non aveva mai avuto voglia di contattarmi. Pazienza, io SÌ! Chiesi a mio cugino di fargli avere il mio numero di telefono e di informarlo che volevo incontrarmi con lui.

(da terminare)