Molti anni fa, durante una delle nostre lunghe chiacchierate, dissi a mia figlia Elodie, ancora adolescente, che non avevo fatto sacrifici né per lei né per Fey. Fui frainteso perché, anni dopo, riuscì ad estrapolare quel concetto dal contesto e a stravolgerne il significato...

 

Quando sei ricco puoi spesso permetterti di non rinunciare a niente. Desìderi due cose? È probabile che tu possa comprarle entrambe! Certo, il rischio di ottenere qualcosa ancor prima di desiderarla, è alto ed emotivamente poco stimolante (questa però è un'altra storia). Ma quando non sei ricco, invece, è scontato: non si può avere tutto dalla vita! Ti abitui al fatto che, se desideri due cose, spesso devi rinunciare a una delle due. Quindi scegli sempre quella che desideri di più, sacrificando la cosa che ti piace meno. Il “sacrificio” in questo senso è normale, come respirare. Non gli dai neanche peso. Ti concentri semplicemente sulla cosa che volevi di più e, quando riesci ad ottenerla, te la godi.

I genitori non dovrebbero mai “fare sacrifici” per i propri figli. Basterebbe sceglierli ogni volta che se ne presentasse l'occasione. Ora, ad alcuni giovani può capitare di dover rinunciare a quello che desiderano di più, quando diventano improvvisamente genitori. "Incidente di percorso", lo chiamano. Non fu questo il mio caso: io diventai padre a 25 anni perché era il mio desiderio più bello! Stavo facendo la mia Rivoluzione. In questo senso, e soltanto in questo, non avevo fatto sacrifici! Perché, per come la vedo io, il vero sacrificio consiste nel rinunciare a quello che si desidera di più.

La gente comune fa sacrifici tutti i giorni e questo accade indipendentemente dall'avere o meno dei figli. Quando fingi di non desiderare niente, quando soffochi l'entusiasmo, che sia il tuo o quello di un conoscente, stai facendo un sacrificio. Commettere un’ingiustizia è degradante. Subire un’ingiustizia è umiliante. Ed è una sconfitta sia per chi la subisce che per chi la commette perché, in entrambi i casi, sacrifichi qualcosa di molto importante: la Dignità. Eh! Lo so, le ingiustizie avvengono comunque. Questo è un fatto. Ti ritrovi in ginocchio. Poi ti rialzi. Non perché sei forte ma perché non c'è alternativa. Rimettersi in piedi, però, ha un costo, che aumenta ogni volta che hai una ricaduta perché, col passare del tempo, diventi sempre più debole e indolente. L'unica cosa positiva nel ritrovarti a terra è che, da quella prospettiva, scopri chi sono i veri amici. Si dice che bisogna avere il coraggio di chiedere aiuto. Io non ci riesco. Quando mi ritrovo col culo per terra, però, non lo nascondo. Se ti va di darmi una mano, non serve che te la chieda. E non la rifiuto di certo! Se devo chiedertela è perché non hai intenzione di darmela. D'altro canto non è forse vero che, quando confessi di stare giù, spariscono tutti? Il loro imbarazzo è imbarazzante. Con questo tipo di "amicizie", domandare esplicitamente aiuto non serve a niente. Allora grazie lo stesso, mi tengo quel po' di dignità che mi rimane e risparmio un sacrificio inutile.

Uno su mille ce la fa e la fortuna è cieca, ma anche no. Perché non basta. Te lo dice uno che l'ha vista da vicino, la fortuna. Da dietro un vetro, come al rettilarium. E so con assoluta certezza che occorre anche il talento per saperla sfruttare. Solitamente, chi ne è capace, poi diventa una "voce" per gli altri 999 che non ce l'hanno fatta e gli sussurra: "Se ci sono riuscito iooo, puoi riuscirci anche tuuu". 

Ma è una gigantesca, immensa, abominevole presa per il culo! Per te come per gli altri 998 che, chi ha vinto, ha (in)consapevolmente sacrificato sull'altare del "Successo". Adesso che lo sai, prima di arrabbiarti, conta fino a mille! Accetta di essere uno qualunque di quei 999, anche se questo richiederà un grosso sacrificio da parte tua. E non nvidiare chi ce l'ha fatta. È degradante. Anche desiderare di essere invidiati, lo è. Del resto, continuare a illudersi che, chi è arrivato in cima, lo abbia fatto anche per chi è rimasto giù, è da esaltati. Voler vincere a qualsiasi costo, aggirando la fortuna e calpestando la propria dignità, è squallido. Non è un'opzione che valga la pena considerare.

E poi, per ogni individuo che vince, ne restano 999 che PÈRDONO!

Com'è possibile desiderare una cosa così crudele?

Salire in alto

Restare soli

Non sapere come scendere

                                                                             (Oliviero Beha)